CHRISTMAS CAROL …Vivi la Favola …

 

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Riadattamento della favola di Natale “il Canto di Natale” tratta dal romazo di Charls Dikens in una versione Teatrale Itinerante con performers ed attori
http://www.xmascarol.it
PERCHE’ “..Vivi la favola”: E’ uno spettacolo dove non vi è il classico punto di vista dallo spettatore verso il palcoscenico ,ma è lo stesso spettatore a far parte della scena , in quanto la storia è sviluppata in un itinerario studiato all’interno del castello dove ogni stanza è un set che rappresenta un pezzo della favola
e gli attori interagiranno con lo spettatore su di uno stesso piano rendendolo cosi a sua volta parte della favola stessa.L’itinerario sarà condotto da un’attore guida che a sua volta sarà anche colui che scandirà i tempi dei gruppi che si susseguiranno ,uno ogni ora .

LA TRAMA

È la vigilia di Natale nella Londra del 1843, l’anziano Ebenezer Scrooge avaro e scorbutico proprietario di un negozio di cambio che mal sopporta il clima di festa e allegria che coinvolge la città, respinge a malo modo l’invito a cena da parte del nipote Fred, ed è restio a concedere al suo mal pagato collaboratore Bob Cratchit l’intera giornata di ferie in vista della festività del 25 dicembre.Giunto l’orario di chiusura del negozio, dopo aver cacciato in malo modo due uomini intenti a raccogliere donazioni per i poveri, Scrooge si reca solitario alla sua dimora. Mentre consuma un pasto frugale prima di coricarsi, riceve la visita di uno spirito, quello di Jacob Marley, suo vecchio socio al negozio di cambio, morto esattamente sette anni prima, proprio la notte della vigilia di Natale.Lo spirito di Marley appare a Scrooge contorniato da pesanti catene alle cui cime pendono dei forzieri, catene che, come dice Marley stesso, sono conseguenza dell’avarizia e dell’egoismo perpetrati mentre era in vita. Scrooge, spaventato, chiede al vecchio socio come poter evitare che gli accada la stessa sorte, così Marley rivela a Scrooge di essere ancora in tempo per mutare il suo destino e, prima di congedarsi, gli annuncia la prossima visita di tre spiriti, quello del Natale passato, del Natale presente e del Natale avvenire.I tre spettri, tra flashback e premonizioni riusciranno a mutarne l’indole meschina ed egoista, facendolo risvegliare la mattina di Natale con la consapevolezza che la ricerca del denaro e l’attaccamento alle sole cose materiali sono idoli sbagliati, mentre la carità e la fratellanza si faranno finalmente largo nel cuore del vecchio usuraio.

LA STORIA DEL CASTELLO DI “SAN MARTINO DELLA VANEZA”

l Castello di San Martino della Vaneza si trova lungo l’argine del fiume Bacchiglione che fin dall’antichità ha rappresentato prima un importante centro strategico di difesa militare, poi un rinomato riferimento per il traffico mercantile.
Intorno all’anno Mille, il primo sistema di difesa fu costituito dalla caratteristica torre alta oltre venti metri. Nel 1324, i Carraresi, divennero proprietari del Castello di San Martino attuando delle importanti ristrutturazioni che coinvolsero il recinto in pietra di trachite (alto ben 10 metri) e la torre, rendendola più sofisticata mediante una serie di merlature in mattoni sporgenti a balzo.
Organizzato su sei piani, ancora oggi possiamo trovare i segni caratteristici di una struttura atta alla difesa militare, come le feritoie alte e strette, ubicate al piano terra del recinto.
Il 1405 fu l’anno in cui i Veneziani trasformarono il castello in un vero e proprio centro commerciale sviluppando un florido e funzionale porto fluviale. L’attività principale consisteva nello smistamento di semilavorati di legno provenienti dai boschi limitrofi, occorrenti ai cantieri veneziani. Si assistette alla nascita inoltre, di piccoli borghi dove si affacciarono le prime osterie che svolgevano le loro funzioni commerciali sia all’interno del castello, sia nelle sue immediate vicinanze
Nel 1439 anche la famiglia Vendramin diede il suo contributo; dopo aver acquisito la proprietà del castello fece costruire il primo mulino natante, in funzione fino al 1800, quando l’ultimo erede della famiglia lo cedette ai Filippini di Padova.
Dal 1930 al 1978 i proprietari del castello furono gli Antonini Papavafa dei Carraresi. Dal 1979 ad oggi, appartiene alla provincia di Padova che ha grazie ad un importante processo di valorizzazione e recupero di antichi reperti, ha permesso, nel 1995, l’apertura del Museo Archeologico del fiume Bacchiglione. I visitatori potranno conoscere l’affascinante storia delle popolazioni che hanno abitato la pianura alluvionale, godendo appieno lo spettacolo della natura che la circonda.

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